10 anni di scavi ad Hadrianopolis (Sofratik√ę)

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Dal 2005 l'Università di Macerata e l'Istituto Archeologico di Tirana collaborano nella realizzazione degli scavi della città romana di Hadrianopolis (Sofratikë – Albania), nella valle del Drino, area anticamente compresa nel territorio della Caonia prima e dell'Epiro poi. Le indagini avevano l’obiettivo di identificare e studiare la città, già nota dalle fonti antiche (Tab. Peut.VII, 3), della quale era noto solo il teatro.

 

Le ricerche hanno dimostrato come la città romana si sia sviluppata su un precedente insediamento di età tardoclassica-ellenistica e la sua posizione strategica nel sistema viario suggerisce che già in questa fase avesse svolto un ruolo di servizio per un territorio caratterizzato, dalla fine del V sec. a.C., da nuclei sparsi e privo di centri urbani egemoni.

Probabilmente solo a partire dalla conquista romana dell’Epiro, nel 168 a.C., l'insediamento iniziò ad acquisire caratteristiche protourbane, definite, nella prima età imperiale, almeno dalla costruzione di un piccolo tempio in opera quadrata (figure 1, n. 2 in figura 2, figura 6) e da una struttura circolare, ora sotto il teatro.    

La fase principale dell’insediamento è databile in età adrianea (figure 2 e 6) quando assunse anche il rango di città con il nome di Hadrianopolis e divenne il capoluogo ed il centro amministrativo di riferimento per la comunità romana della valle del Drino. In questa fase si dotò di un nuovo impianto urbanistico e dei principali edifici che caratterizzavano uno stile di vita urbano, tra i quali sono stati scavati le terme ed il teatro. Quest’ultimo (n. 4 in figura 2, figure 3 e 6) presenta confronti tecnologici costruttivi che lo legano alla tradizione romana e caratteristiche planimetriche tipiche dei teatri di tradizione greco-ellenistica; segni di un interessante sincretismo culturale.

Le terme (n.1 in figura 2 e figura 6) furono costruite  probabilmente in un'area già precedentemente occupata e la fase oggi visibile, organizzata intorno ad un cortile interno, è quella che nel III secolo d.C. sostituì, riducendone le dimensioni, il complesso adrianeo.

Le indagini condotte con l'ausilio di metodologie geofisiche hanno rivelato che l'insediamento si estendeva su un'area rettangolare di 300-350 m Est-Ovest per 400 m Nord-Sud, segnata da strade che si incrociavano ad angolo retto con grandi case a peristilio.

Una necropoli si estende su un'ampia area oltre i limiti urbani. La sua fase principale di utilizzo sembra essere collocabile cronologicamente tra II e III secolo d.C. Sono state portate alla luce sei tombe a inumazione singole ed un monumento funerario a forma di tempietto in antis.

La grande quantità di ceramiche e reperti e la loro qualità (figura 4) evidenziano la significativa vivacità di Hadrianopolis che, tra II-III e IV secolo d.C, è ben integrata nei traffici mediterranei grazie alla sua posizione lungo un diverticolo della via Egnatia, che collegava i porti dell’Illiria con il Nord della Grecia, percorso lungo cui passava, ad esempio, la prestigiosa ceramica corinzia (figura 5).

Dopo un periodo di crisi, il centro urbano ebbe una momentanea rinascita in età Giustinianea quando fu rifondata con il nome di Justianoupolis. In questa fase un edificio di culto fu costruito all'interno del teatro; le terme furono occupate dalla costruzione di case e botteghe; l'antico piccolo tempio venne demolito e incorporato in un complesso articolato di edifici (n.3 in figura 2 e figura 6).

Questa nuova fase fu comunque breve: già nel VII secolo d.C. i segni dell'abbandono sono evidenti e la città si avviò verso una progressiva ruralizzazione.

Roberto Perna